Ecotassa, arriva la stangata. I Comuni fanno ricorso e la Regione ci mette una pezza

BARI  di Redazione AntennaSud

 

Si torna a parlare di Ecotassa, una minaccia per 42 comuni pugliesi che nel 2015 non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata. Alcuni di questi pagheranno il massimo, ovvero 25 euro a tonnellata. Ma sono già pronti una cinquantina di ricorsi.  

 

Dopo la befana, arriva l’ecotassa che potrebbe pesare non poco sulle casse di 42 Comuni pugliesi che nel 2015 non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata dei rifiuti. L’aliquota più alta è pari a 25,82 euro per tonnellata di rifiuti indifferenziati smaltita. Sul bollettino ufficiale della Regione Puglia del 24 dicembre scorso, sono elencati  piccoli e grandi centri con le relative percentuali. Rutigliano e Cellamare, più virtuosi, pagheranno poco più di 5 euro a tonnellata.  Valenzano e Modugno, Altamura o Gravina dovranno 7 euro e 50 a tonnellata. La tassazione aggiuntiva avrà inevitabili ricadute sulla cittadinanza. Come dire, se un Comune non riesce a raggiungere il tetto minimo di differenziata, a pagare sono i cittadini. Un balzello che ricade sulla collettività, ma anche un meccanismo perverso che si trasforma in una punizione, sul quale la Regione sta cercando di trovare soluzioni. Nella provincia di Lecce ad esempio sono una cinquantina i Comuni che hanno presentato ricorso contro le determinazioni sull’aliquota stabilita dalla Regione: la tesi sostenuta dai ricorrenti, secondo cui nella percentuale di differenziata dovrebbe rientrare anche il materiale recuperato a valle delle procedure di trattamento meccanico dell’indifferenziato, non trova secondo la Regione, conferma nell’attuale assetto normativo. Si sta cercando una soluzione per non gravare sulle tasche dei contribuenti con un accordo fra maggioranza e opposizione. L’ipotesi potrebbe essere quella di far pagare a tutti i Comuni quanto già dovuto per l’anno precedente senza applicare le nuove tariffe  in modo da non gravare sulle casse di quei Comuni che non hanno raggiunto gli obiettivi di differenziata. In parallelo sarebbero pronti fondi  per investire su nuovi impianti. Sono 47 milioni di euro destinati in buona parte per la realizzazione di impianti di compostaggio e di impianti di recupero dell’indifferenziato.