Evasione fiscale, Covelli si salva. Intercettazioni non utilizzabili

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

 

Il gup del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha dichiarato inutilizzabili tutte le intercettazioni eseguite nell’ambito del procedimento per riciclaggio ed evasione fiscale nei confronti del medico barese Vito Covelli e di altre quattro persone, tra cui un commercialista e un  direttore  di Banca.

Le intercettazioni ambientali erano state eseguite nello studio professionale di Covelli presso il policlinico di Bari, nell’ambito dell’indagine in cui il professionista barese era indagato  per presunte false certificazioni in favore del boss del quartiere Japigia di Bari, Mino Fortunato che, secondo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, otteneva provvedimenti di scarcerazione e benefici penitenziari proprio sulla base di false attestazioni e perizie mediche. Dal contenuto delle intercettazioni gli investigatori della guardia di finanza avevano ricostruito un giro di evasione fiscale realizzato da Covelli e avevano accertato come il professionista avrebbe ripulito i soldi non fiscalizzati grazie alla complicità degli altri quattro imputati. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, fra il 2007 e il 2014, Covelli avrebbe riciclato così circa 800mila euro. I difensori degli imputati, avevano eccepito la inutilizzabilità del contenuto delle intercettazioni ambientali perché i reati fiscali non lo prevedono e ora, su decisione del gup, saranno escluse dagli atti del procedimento.