Coldiretti Puglia presenta il Buono, il Brutto e il Cattivo

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

L’invito proviene dalla Coldiretti: quando si acquista guardare l’etichetta con grande attenzione, cercando un vero prodotto made in Italy, è un bene per la propria salute ma anche per il nostro territori. Queste le parole del presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, nella consueto incontro di fine anno durante il quale ha fatto il punto sullo stato di salute del settore agricolo pugliese.    

Oltre a snocciolare dati e percentuali della produzione pugliese descritti nel libro bianco dell’agroalimentare, questa volta è stato allestito il tavolo dei Belli, i prodotti di qualità pugliesi correttamente etichettati, dei Brutti, prodotti di dubbia origine e provenienza, e dei Cattivi, quelli spacciati all’estero per made in Italy come ad esempio un improbabile kit per fare il primitivo, il kit per la mozzarella e ricotta e la falsa passata di pomodoro e la pasta, tutti con nomi rigorosamente italiani. Il libro bianco va a valutare settore per settore i punti di forza e debolezza che sono rappresentati da alcuni difficoltà in termini di difesa dei prodotti, come origine ed etichettatura. Secondo l’analisi dell’associazione agricola, l’agroalimentare pugliese, dati alla mano, si rivela il traino dell’economia regionale nel 2015. Eccezion fatta per cereali e legumi, che segnano un calo di produzione e valore, tutti i comparti produttivi registrano un aumento in termini percentuali. Ancora in crescita il dato delle esportazioni del vino . Ottima performance del comparto olivicolo-oleario per cui si stima una produzione di 185mila tonnellate di olio di qualità eccellente che va assolutamente tutelata e messa in protezione rispetto al mercato parallelo di oli d’oliva. Indiscussi infine i primati nella produzione di uva da tavola, pomodoro, ciliegie, mandorle, olive, grano duro, carciofo e uva da vino. Il 2015 è stato per Coldiretti l’anno delle battaglie tese a tutelare il patrimonio agroalimentare italiano e a contrastare l’opera degli agro pirati nazionali e internazionali  che tendono a scippare la nostra identità con prodotti di scarsissima qualità