Marconi devastato, ma i genitori dei ragazzi che dicono?

BARI di Maria Luisa Troisi

 

Forse danni per 30mila. Aule devastate, furti e porte rotte. Al Marconi di Bari la Digos trova devastazione e situazioni a rischio nell'occupazione che va avanti da giorni. Ma soprattutto un grande interrogativo. I genitori di questi ragazzi dove sono?

 

Furti e danni accertati per almeno cinquemila euro. Ma si potrebbe arrivare a trentamila euro se ciò che raccontano docenti e collaboratori scolastici dovesse essere verificato. Ma soprattutto un grande interrogativo. Perchè? Perchè consentire a dei ragazzi poco più che adolescenti di depredare, occupandola, una scuola che dovrebbe essere luogo di studio e di cultura e non di devastazione e di bivacco. Perchè permettere che vengano rotte le porte dei bagni, rubate le bici, violata una struttura in cui docenti e tanti altri studenti con la testa ben più salda sulle spalle, ancora credono. Libertà di espressione e di manifestazione non vuol dire certo libertà di devastazione, tanto meno di distruzione. Ed ecco che, finalmente, su sollecitazione della preside di un istituto, il Marconi di Bari, arrivano gli agenti della Digos. A loro le porte devono essere aperte. E meno male. E di fronte a loro disordione, devastazione e soprattutto molta poca cultura. Anzi, alla dirigente, Anna Grazia De Marzo, che ha sporto denuncia, era giunta anche voce di persone poco affidabili all'interno dell'istituto. Cosa che metteva a rischio soprattutto l'incolumità dei ragazzi stessi. Perchè?

Anche al Santarella hanno fatto visita gli agenti della Digos. Le due scuole erano occupate da giorni, come altri istituti della città, per protestare contro la Buona Scuola del governo Renzi, in vista della manifestazione a Bari in piazza Cesare Battisti. Ora, ripristinata la legalità, docenti e collaboratori scolastici, si stanno rimboccando le maniche (quando avrebbero dovuto farlo i ragazzi probabilmente!) per ripulire le aule e fare l'inventario degli oggetti rubati o danneggiati. L'istituto resterà chiuso per almeno un giorno, per permettere la sanificazione degli ambienti. Vito Lacoppola, consigliere delegato alla scuola per la Città metropolitana, giunto sul posto dichiara.

“Quanto accaduto in queste ore non ha nulla a che vedere con forme di protesta civili contro la riforma o per i problemi di edilizia scolastica – si tratta di puri atti vandalici di uno sparuto gruppo, figli di un grave malessere sociale che attanaglia la nostra società”. Un episodio analogo era avvenuto qualche giorno fa all'Elena di Savoia, dove qualcuno aveva provato a rubare dei pc, tanto da costringere gli stessi occupanti a interrompere il presidio e scegliere la via dell'autogestione. La domanda allora nasce spontanea: i genitori di questi ragazzi che ne pensano? E' possibile che un padre, una madre assecondino un'occupazione incivile e illegale come quella avvenuta in queste due scuole? La risposta la fornisce la preside stessa De Marzo: "Mi giunge voce di altri genitori che durante l'occupazione hanno portato ai figli vivande, stufette e cibo." A scuola, tra i banchi rotti e le aule depredate, forse, dovrebbero tornarci loro insieme ai figli.