Ilva, l'Italia messa sotto accusa da Bruxelles

BRUXELLES  di Redazione AntennaSud

 

L’Italia rischia di finire sotto inchiesta a Bruxelles con l’accusa di aver concesso aiuti di Stato all’Ilva vietati dalle regole Ue sul mercato unico. Se attivata la procedura d’infrazione potrebbe sfociare nel deferimento alla Corte di giustizia europea, anche se gli interventi dello Stato sono diretti a far fronte all’emergenza ambientale e dunque al piano di risanamento. 

La commissaria alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager potrebbe formalizzare anche prima della pausa per le festività l’avvio della procedura prevista dall’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione. Intimando così all’Italia di dare spiegazioni e fornire risposte su qyuesto delicato e complesso dossier entro un mese dal ricevimento della comunicazione ufficiale. A essere finite nel mirino della Commissione in seguito alle denunce inviate a Bruxelles dagli industriali siderurgici tedeschi e inglesi sono alcune delle misure contenute nella legge salva-Ilva. Ed anche in via preventiva, la garanzia dello Stato su un prestito da 800 milioni di euro prevista dalla legge di stabilità in corso di approvazione. Secondo quanto si legge nella bozza di decisione di Bruxelles, la Commissione nutre dubbi sul fatto che  un investitore privato sii assumerebbe un tale rischio su una società insolvente nelle stesse condizioni dell’Ilva. Ma sotto la lente  di Bruxelles sono finiti anche i prestiti già concessi per 250 e 400 milioni di euro. E pure le agevolazioni previste per le società con oltre 1000 dipendenti e considerate di interesse strategico nazionale. Una fattispecie che per i tecnici di Bruxelles sarebbe stata concepita su m isura per aiutare l’Ilva. La quale, grazie al sostegno pubblico, avrebbe causato una distorsione della concorrenza nel mercato unico a danno dei competitor europei. Se dovesse passare la tesi attuale della Commissione tutta l’operazione Ilva potrebbe essere messa a repentaglio, compreso il processo di bonifica.