Ilva, doccia fredda sull'indotto

TARANTO   di Redazione AntennaSud

 

Respinto dalla Commissione Finanze della Camera l’emendamento proposto da alcuni parlamentari pugliesi che prevedeva un più facile accesso al fondo di garanzia per le aziende creditrici dell’Ilva. A rischio altri posti di lavoro. Lo denuncia Confindustria del capoluogo jonico.  

Torna lo stato di agitazione fra le imprese dell’indotto Ilva di Taranto dopo la notizia della bocciatura dell’emendamento che avrebbe dovuto consentire un più agevole accesso delle stesse al Fondo di Garanzia. Lo annuncia Confindustria Taranto precisando che le aziende appaltatrici hanno di fatto visto tramontare la possibilità di ottenere un po’ di ossigeno per le loro casse già asfittiche , eventualità che sarebbe stata resa possibile se il provvedimento presentato dall’onorevole Pelillo, capogruppo del Pd alla Commissione Finanze della Camera e da altri deputati, fra i quali l’on. Ludovico Vico, non fosse stato respinto. Confindustria aveva caldeggiato la modifica delle modalità di accesso al Fondo, proprio per consentire alle imprese ancora creditrici di 150 milioni di euro, maturati durante la gestione commissariale Ilva, di poter contare su risorse utili a proseguire nelle loro attività e in molti casi anche ad evitare il fallimento. Le aziende ora potrebbero tornare alla luce delle recenti vicende, sul piede di guerra, assumendo soluzioni anche drastiche al loro interno, come la messa in libertà del personale, e col blocco delle forniture all’Ilva.