Il boss col finto Alzheimer andava anche a cavallo 

BARI   di Redazione AntennaSud

 

Il boss che per l’Inps era malato di Alzheimer, andava a cavallo e percepiva anche l’indennità di accompagnamento. Nel frattempo però dalla sua maison gestiva i traffici illeciti. E’ quanto emerso dall’indagine che ieri ha portato all’arresto di  31 persone da parte della polizia di stato di Bari.

Era terrorizzato dall’idea di finire in carcere. Per questo grazie alla presunta complicità di un dipendente pubblico e forse anche di un medico, si era fatto riconoscere malato di Alzheimer, patologia che gli ha fruttato negli anni anche 26mila euro di indennità di accompagnamento e la possibilità di continuare a restare agli arresti domiciliari nella sua masseria e di continuare a gestire da casa i traffici di droga. Cìè anche questo particolare nell’operazione della polizia di Stato di Bari che ieri ha portato a  31 arresti e a cinque obblighi di firma. Gli indagati sono complessivamente 43. Gli arresti nascono da quattro distinte operazioni che sono in qualche modo collegate da atti estorsivi e dallo spaccio della droga e che ruotano attorno alla figura di Cosimo Zonno detto “Cosimino Fusc fusc”, personaggio di spicco della criminalità locale con base a Toritto e condotto in carcere. Secondo la polizia, l’uomo svolgeva una vita normale e andava anche a cavallo, come risulta dai filmati degli investigatori, comportamento quest’ultimo in contrasto con la falsa malattia di demenza senile. Proprio nella masseria di Zonno avvenivano la lavorazione della droga e i contatti con gli acquirenti interessati all’acquisto di intere partite di stupefacenti.