Sciopero medici e infermieri, adesioni del 75%

ROMA di redazione AntennaSud

 

Assunzioni straordinarie di medici e infermieri con contratti flessibili fino a luglio e prorogabili fino a ottobre. Ieri sera la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che possa far fronte alla direttiva Ue sull'orario di lavoro, ma che non ha scongiurato lo sciopero di oggi.

Sciopero generale dei medici. Nonostante il tentativo di rassicurare la categoria da parte del governo, lo sciopero va avanti. Oltre duecentomila medici in sciopero, due milioni di visite ed esami e 40 mila interventi chirurgici in previsione di essere rinviati. Sono le cifre dello sciopero secondo i sindacati - "in difesa del Servizio sanitario nazionale e contro i tagli delle prestazioni erogate ai cittadini". Come tutte proteste legate alla sanità, anche quella di oggi garantirà urgenze ed emergenze, ma lo sciopero si farà sentire, per il rinvio delle prestazioni programmate, soprattutto nel settore pubblico". Sarebbe di almeno il 75% l'adesione allo sciopero in corso oggi di medici, pediatri e veterinari del servizio pubblico. Lo rendono noto, sulla base dei primi dati, i sindacati di categoria Anaao e Fimmg, rispettivamente dei medici ospedalieri e di famiglia.

Le assunzioni in Sanità per fare fronte alla direttiva Ue che impone stretti limiti all'orario di lavoro dei medici, alla fine, ci saranno. Dopo 48 ore di acceso dibattito, la cancellazione dell'emendamento iniziale presentato dal governo e la sua riformulazione, è arrivato il via libera al nuovo testo dalla commissione Bilancio del Senato: in sostanza si prevedono, da subito, la possibilità di 6mila tra medidi e infermieri assunzioni a tempo determinato o flessibili, mentre, solo dopo una verifica della situazione del fabbisogno, è prevista la possibilità di indire concorsi per assunzioni a tempo indeterminato. 

Il nodo centrale, che spiega il difficile iter per questo emendamento, sta nelle risorse necessarie a garantire l'assunzione dei medici, parte dei quali saranno i precari 'storici' del settore. Nella prima versione dell'emendamento governativo, infatti, si prevedeva che la copertura dovesse derivare dagli attesi risparmi da concretizzare attraverso le norme relative alla responsabilità medica - anch'esse inserite nella Legge di Stabilità - finalizzate ad evitare gli altissimi costi della cosiddetta medicina difensiva. Un impianto che evidentemente non ha convinto, tanto che il governo ha proceduto ad una riformulazione dell'emendamento.