Xylella, Italia sotto infrazione Ue 

BARI di Onofrio D'Alesio


L’Italia non ha ancora pienamente attuato le misure negoziate a livello europeo per debellare la Xylella, il batterio killer degli ulivi pugliesi. Nel frattempo la malattia avanza. Questo il quadro di fronte al quale si sono trovati gli ispettori dell’ufficio veterinario europeo lo scorso novembre, che ha portato la Commissione europea ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. 

La decisione si basa sui risultati dell’ispezione effettuata dall’ufficio veterinario europeo lo scorso novembre, e sulla valutazione della Commissione europea, Bruxelles ritiene che l’Italia non stia attuando tutti i suoi impegni sulla’eradicazione, contenimento e sorveglianza della Xylella. I risultati della valutazione degli ispettori sarà sul tavolo della prossima riunione del Comitato fitosanitario del 16 e 17 dicembre, al quale partecipano tutti i rappresentanti dei 28, che farà il punto della situazione. L’ispezione avrebbe verificato delle irregolarità fra cui la presenza dell’infezione in alcune aree del brindisino dove l’infezione non era stata segnalata a Bruxelles. Di qui la lettera di messa in mora. Quello che arriva dall’Unione europea è un campanello d’allarme, un invioto a non abbassare la guardia. Il batterio non segue i tempi della giustizia amministrativa in riferimento alla sequela di blocchi del piano Silletti da parte del Tar.  Il rischio se l’Italia non corre a i ripari, è quello di misure più severe che possono creare problemi ai vivaisti. L’infrazione – ha detto Emiliano – riguarda il governo che ha voluto commissariare la lotta. E’ tempo che anche gli enti locali assumano le loro responsabilità evitando di cadere nello scaricabarile, tenuto conto che a gennaio finirà la gestione emergenziale. Ma non sono mancate le polemiche nei confronti dell’Unione europea. A farsene portavoce il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, che ha parlato di emergenza fortemente sottovalutata dall’Unione europea colpevole di avere a lungo tentennato nella protezione dal contagio in arrivo da altri Paesi e di aver lasciato sola l’Italia a partire dalle misure di indennizzo. Intanto anche la Francia è sotto pressione per un altro ceppo di xylella, c he attacca piante decorative: gli ultimi dati parlano di 193 focolai in Corsica e sei  nella zona della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.