Adisu, è polemica sulla nomina del presidente. Emiliano come Babbo Natale

BARI di Onofrio D'Alesio

 

L’inevitabile reazione dopo la nomina di un cugino di Anita Maurodinoia alla presidenza dell’Adisu, l’agenzia regionale per il diritto allo studio da parte del presidente della Regione Emiliano. Nomina che ha provocato una valanga di polemiche e l’ira dei dottori di ricerca. 

E’ bufera sulla nomina di un cugino acquisito di lady preferenze, la triggianese Anita Maurodinoia chiamato ai vertici dell’agenzia regionale per il diritto allo studio. Poltrona che il presidente Emiliano ha assegnato al commercialista triggianese Alessandro Cataldo attraverso un decreto di nomina,  ignorando criteri, metodi e competenze specifiche. Le organizzazioni studentesche sono sul piede di guerra. Critiche piovono dal mondo politico. A cominciare dai consiglieri 5 stelle secondo i quali per il presidente Emiliano valgono più le parentele e le tessere di partito  che i meriti. Il suo – aggiungono i penta stellati -  è un Impero personale gestito in totale autonomia esautorando i poteri e il parere  del consiglio, delle commissioni e delle rappresentanze studentesche. I consiglieri regionali hanno intanto chiesto l’annullamento delle nomine sospette. Non da meno il parere dei Conservatori e Riformisti di Fitto: ciò che conta – dicono - non è la competenza o l’esperienza  ma essere stati candidati consiglieri o avere parenti o amici che lo abbiano fatto. E’ il risarcimento di un credito politico da parte di Emiliano con situazioni analoghe  anche su altri ambiti, a cominciare da Arca Puglia e il proprio staff.  Tutto fatto secondo manuale Cencelli. Il centrodestra rincara la dose: E’ il Natale di Babbo Emiliano e di coloro che lo hanno aiutato alle elezioni. L’Adisu per il consigliere Damascelli è diventato un poltronificio per ricambiare debiti elettorali.  Va già duro Dario Stefàno di Noi a Sinistra: Per metodo e per merito questa nomina è una brutta pagina scritta dal governo regionale  nella quale non ci riconosciamo assolutamente. Non ci convince la motivazione di ricorrere a un commercialista per i conti dell’azienda. Su questo principio ironizza Guglielmo Minervini : sarebbe come dire che siccome un ufficio ha bisogno di lavori di ristrutturazione  si nomina come presidente un capo cantiere. Il mondo politico non è l’unico ad insorgere. In campo si levano alte le voci dell’associazione dei dottorandi di ricerca. La nomina è avvenuta senza interpellare il Comitato Universitario di Coordinamento e i rappresentanti di studenti e dottorandi eletti nell’organo. Il tutto in palese contrasto con gli ideali di partecipazione e confronto democratico.