Iracheno arrestato a Bari, cartoline italiane come pizzini

BARI di Redazione AntennaSud


Cartoline come pizzini. Messaggi scritti in arabo su paesaggi che rappresentano la bellezza dei monumenti e del mare italiano e che contenevano messaggi chiari sulla jihad tra terroristi  presenti in Italia. Oggi, intanto, si terrà l'interrogatorio dell'iracheno arrestato ieri a Bari.  

Oggi interrogatorio nel carcere di Bari dell'iracheno Majid Muhamad, arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in un'indagine per terrorismo internazionale su persone che avrebbero fornito supporto logistico a jihadisti. Muhamad, detenuto in isolamento, è accusato di avere fornito documenti falsi e alloggio a decine di clandestini. Si sospetta anche che, dopo avere scontato 10 anni di carcere per terrorismo, stesse riorganizzando un gruppo di supporto a foreign fighters. Intanto spuntano cartoline con messaggi in arabo della jihad italiana. Dai faraglioni della Calabria agli scorci di Milano. Come pizzini per offrirsi notizie (ina rabo), raccomandazioni, consolazione, incitazione. La Procura di Bari, grazie al lavoro degli uomini della Digos, ha scoperto come Majid Muhamad, l’iracheno arrestato a Bari continuava ad avere rapporti con componenti del suo vecchio gruppo. «Fratello prediletto, sia lode a te Dio Onnipotente che ci guidi. Mi pento verso di lui e chiedo una vita felice, la morte dei martiri e la vittoria sui nemici», gli scriveva Abu Ibrahim sul retro di una cartolina che illustrava le bellezze marine della Calabria.  Messaggi che ora il procuratore antimafia Roberto Rossi ha ordinato di tradurre. All’interno c’è la prova di come il gruppo fosse legato in maniera molto stretta. Per esempio è chiaro che Majid avesse contatti con i due belgi arrestati a Bari, condannati in primo grado e poi assolti in appello dall’accusa di terrorismo.